domenica 20 febbraio 2011

Gli Stati Uniti finanzieranno programmi contro la censura su Internet


Il Segretario del Dipartimento di Stato, Hillary Clinton, ha annunciato una nuova strategia d’interventi dell’amministrazione americana a favore della "Internet Freedom". Si tratta di un programma di finanziamenti allo scopo di abbattere ogni barriera che tante dittature impongono alla rete nel proprio Paese. Inoltre si cerca di limitare la possibilità che questi regimi controllino e usino il web per reprimere le forze di opposizione. Nell’ambito di questi interventi, la diplomazia americana insegnerà a chi si batte per la tutela dei diritti umani come comunicare tra di loro evitando di essere intercettati, o come «ripulire» i propri computer o cellulari prima di essere arrestati dalla polizia. Nonostante ciò, lo stesso Dipartimento di Stato frena l’entusiasmo di chi pensa che basti liberalizzare i social network per abbattere ogni dittatura nel mondo. Condividere i contenuti sulla rete e metterli a disposizione dei media può dare una spinta a un movimento di liberazione, ma non è «la bacchetta magica». «Troppe persone pensano che le nuove tecnologie siano sufficienti per liberarsi dalle dittature. Non è così. Solo la gente - avverte Michael H. Posner, sottosegretario agli Esteri con la delega ai diritti umani - può assicurarsi la propria libertà». Una certa prudenza che ha fatto irritare l’opposizione repubblicana e alcuni esperti del web che vorrebbero dall’amministrazione Obama interventi molto più radicali a favore della libertà della rete. E c’è chi trova del contraddittorio, da parte del Dipartimento di Stato, come nel caso di Wikileaks: si può difendere la libera circolazione delle informazioni e poi incriminare chi lo ha fatto se quelle informazioni riguardano la propria diplomazia?

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