domenica 13 febbraio 2011

FTC apre un'indagine sulle spese folli dei bimbi sull'app Apple Store


Dopo il caso della piccola Madison, che ha speso 1.400 dollari per un gioco sui puffi, il deputato democratico Usa Edward Markey ha inviato una lettera alla Federal Trade Commission (FTC), organo di vigilanza sul commercio negli Usa, perché indaghino in materia di acquisti sull'Apple Store. Il problema non è nuovo, ma la risonanza che sta avendo anche sulla stampa non specializzata ha infine mobilitato le autorità. Il personale FTC sta sviluppando nuova educazione al consumo rivolta ai genitori per navigare nel mercato mobile delle app ed evitare che applicazioni non forniscano adeguate informazioni.

I proprietari di iPhone sanno bene che per acquistare qualcosa sull'App Store è necessario inserire una password, ma una volta che l'operazione è stata fatta, prima che il sistema richieda di nuovo di introdurla passa un po' di tempo. Un tempo sufficiente a bambini abili per scaricare tutto lo scaricabile, più o meno ignari di prosciugare il conto corrente di mamma e papà. L'attenzione da parte dei genitori, dunque, può non bastare, e il deputato Markey ha chiesto alla FTC di indagare seriamente su eventuali responsabilità, non solo della Apple (o di Google, nel suo Android Market), ma anche dei produttori di giochi per bambini destinati a iOS. 

"Sono turbato dalla notizia che gli acquisti in-app possano essere fatti approfittando della incapacità di compredere da parte dei bambini il reale valore dei soldi", ha detto Markey in una dichiarazione che accompagna la sua lettera all'Federal Trade Commission. La società di Cupertino, in realtà, si è difesa dalle accuse sostenendo di mettere a disposizione anche alcuni strumenti di restrizione, nascosti all'interno dei menu che consentono l'impostazione generale dello smartphone, proprio per evitare abusi di questo genere.

La Federal Trade Commission ha pubblicato un rapporto che mostra i risultati di un sondaggio delle applicazioni mobili per i bambini. L'indagine mostra che né gli app store né gli sviluppatori di app forniscono ai genitori informazioni per determinare quali dati vengono raccolti dai loro figli, come vengono condivisi, o che avranno accesso ad essi. "Alla FTC, una delle nostre maggiori priorità è la tutela della privacy per bambini e i genitori meritano gli strumenti per aiutarli", ha detto il presidente della FTC Jon Leibowitz

"Le aziende che operano nel mercato mobile offrono grandi vantaggi, ma devono intensificare gli sforzi per fornire informazioni di base facilmente accessibili, in modo che i genitori possono prendere decisioni informate sulle apps che i loro figli usano. In questo momento, è quasi impossibile capire quali applicazioni raccolgono dati e quello che fanno con essi. L'ecosistema delle applicazioni dei ragazzi ha bisogno di svegliarsi, e vogliamo collaborare con l'industria per contribuire a garantire che i genitori abbiano le informazioni di cui hanno bisogno", ha aggiunto  Leibowitz.

Secondo il rapporto FTC, Mobile Apps for Kids: Current Privacy Disclosures Are Disappointing, nel 2008, gli utenti di smartphone hanno potuto scegliere tra circa 600 applicazioni disponibili. Oggi ci sono più di 500.000 applicazioni nell'App Store e 380.000 nel mercato Android. "I consumatori hanno scaricato queste app più di 28 miliardi di volte, e bambini e ragazzi stanno sempre più abbracciando la tecnologia smartphone per l'intrattenimento e scopi educativi". Il rapporto dice che l'indagine è concentrata sull'Apple App Store e l'Android Market. Apple e Google hanno patteggiato con le autorità americane, per rimborsare i consumatori degli extra costi.





Fonte: La Stampa

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