venerdì 21 gennaio 2011

Il primo virus della storia nemico dei personal computer compie 25 anni


Sono passati venticinque anni da quando due fratelli pakistani inventarono il primo virus capace di infettare i computer con sistemi operativi Dos, e oggi la minaccia dei programmi `cattivi´ è più che mai attuale. Il programma inventato da Basit e Amjad Alvi nel gennaio del 1986 si chiamava Brain, e viaggiava infettando il settore boot, quello che dà il via ai programmi, dei dischetti. Mentre loro sostengono che non hanno mai avuto lo scopo di far male a nessuno, hanno comunque abbracciato Brain come un "dispositivo" che ha esposto la natura globale della pirateria informatica.

La loro azienda, Brain Net, è oggi il più grande provider di servizi Internet in Pakistan. I fratelli hanno sottolineato nelle interviste che hanno creato il virus solo per le copie illegali di software, mettendo i loro nomi, numeri di telefono e l'indirizzo del loro negozio nel codice del virus. Brain non era particolarmente pericoloso, al punto che i due fratelli, che hanno sempre ammesso di averlo creato per proteggere i propri programmi, avevano inserito nel programma anche il loro indirizzo e numero di telefono, poi preso d’assalto da chiamate da tutto il mondo.

Quando i fratelli crearono il virus, lavoravano in un negozio di computer a Lahore, Pakistan e hanno notato che tra i loro clienti circolavano copie illegali di software che avevano scritto. Così, hanno pensato a un modo unico per insegnare ai propri clienti una lezione, hanno creato il virus Brain. Brain fu pensato per colpire direttamente i floppy-disk, allora unità di archiviazione addirittura più utilizzata degli hard disk. Molti computer, infatti, non disponevano di un disco interno integrato, ma si avviavano proprio grazie a unità ottiche removibili. Il virus rimpiazzava il boot sector del floppy con una copia di se stesso.

Il codice dannoso, oltre a ridurre la capacità del disco a soli 7 kb, si caratterizzava per mostrare continuamente una frase:

Welcome to the Dungeon
(c) 1986 Basit & Amjad (pvt) Ltd.
BRAIN COMPUTER SERVICES
730 NIZAB BLOCK ALLAMA IQBAL TOWN
LAHORE-PAKISTAN
PHONE :430791,443248,280530.
Beware of this VIRUS....
Contact us for vaccination............ $#@%$@!!


che tradotto:

Benvenuti nel Dungeon
(C) 1986 Basit e Amjad (Pvt) Ltd.
BRAIN COMPUTER SERVICES
730 BLOCK Allama Iqbal NIZAB COMUNE
LAHORE PAKISTAN-
TELEFONO: 430791,443248,280530.
Attenzione a questo virus....
Contattateci per la vaccinazione............ $#@%$@!!

Non c'è mai stata alcuna azione legale, ma la risposta media è stata esplosiva, e persone da tutto il mondo hanno bloccato il telefono dei fratelli con le chiamate furiose. Tuttavia, nonostante tutto questo trambusto che il loro virus ha causato nel mondo, Brain non è mai stato male per il business dei fratelli. Nel 2011, 25 anni dopo il cervello è stato rilasciato, Mikko Hyppönen di F-Secure è recato in Pakistan per intervistare Amjad per un documentario. Essere ispirato da questo documentario e la sua popolarità, un gruppo di blogger pakistani ha intervistato Amjad, sotto la bandiera della Bloggerine.

Intanto oggi spopolano sul web i kit per sferrare attacchi informatici già `confezionati´, vere e proprie `cassette degli attrezzi´ a disposizione anche dei criminali comuni con scarsa competenza informatica. A rilevarlo un rapporto di Symantec, uno dei colossi della sicurezza informatica, secondo il quale questi `pacchetti´ per cyber criminali, esperti e non, sono una delle maggiori minacce della rete e generano un’economia sommersa di milioni di dollari. Secondo gli esperti, è proprio grazie a strumenti di questo tipo che sono stati lanciati i due terzi degli attacchi informatici individuati fra giugno 2009 e giugno 2010. 




Foto: Flickr

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