martedì 31 agosto 2010

Filippine: hacker cinesi attaccano sito governativo


Il governo delle Filippine ha ordinato agli uffici governativi di aumentare la sicurezza su internet dopo un attacco di hacker cinesi. Questi hanno oscurato il piu' importante sito di informazione governativo come segno di protesta contro il modo in cui le Filippine hanno gestito la vicenda della presa di ostaggi la settimana scorsa su un bus di turisti provenienti da Hong Kong. 

La drammatica presa di quindici ostaggi all'interno di un autobus a Manila, che trasportava turisti cinesi di Hong Kong, si è conclusa dopo circa 12 ore. Dopo il blitz delle forze di sicurezza, il sequestratore - un ex agente espulso dal corpo di polizia - è stato ucciso. Ma il bilancio, come riferito dal presidente delle Filippine Benigno Aquino, è pesante: otto ostaggi morti, più il sequestratore. 

Rolando Mendoza, l'ex agente che aveva sequestrato il bus, è stato ucciso colpito alla testa da un cecchino nel corso del blitz delle teste di cuoio. All'origine del folle gesto ci sarebbe la richiesta dell'ex agente di essere reintegrato al suo posto: l'uomo era stato licenziato dopo essere stato coinvolto in un'inchiesta per estorsione. 

Quattro funzionari della polizia filippina sono stati rimossi e il capo della polizia di Manila, Rodolfo Magtibay, ha messo a disposizione il suo incarico per tutto il tempo necessario all'inchiesta avviata per accertare ogni responsabilita'. Magtibay che ha dato l'ordine di intervento alle teste di cuoio, ha specificato il portavoce della polizia, Agrimero Cruz, "si e' assunto ogni responsabilita'". La gestione della presa di ostaggi ha provocato le aspre critiche dell'amministrazione di Hong Kong che ha chiesto spiegazioni al governo filippino. Gli hacker chiedono che le Filippine chiedano scusa ai cinesi e risarciscano le famiglie delle vittime.


Via:  ANSA

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