venerdì 7 maggio 2010

Cresce il malcontento per il cambiamento nella privacy di Facebook


Nelle scorse settimane si erano mossi alcuni Senatori del Congresso americano, chiedendo a Facebook di rispettare maggiormente la privacy dei suoi utenti, ora sono due associazioni per i diritti umani a promuovere campagne di sensibilizzazione. La prima è Move On.org, celebre negli Usa per le sue battaglie anti Bush, con una petizione on line e un gruppo sul social network intitolato “Facebook, respect my privacy!”, che conta già più di 64.000 iscritti.

La seconda, l’Electronic Frontier Foundation (Eff) specializzata nella tutela delle libertà digitali, ha pubblicato un prospetto di tutte le modifiche apportate dal sito alla sua normativa sulla privacy dal 1995 ad oggi. Critiche vanno anche all’incompetenza tenica dello staff di Facebook: in più di un’occasione, negli ultimi tempi incappato in incidenti piuttosto incresciosi sul versante della privacy. 

Altri commenti si concentrano sulla maniera furba e surrettizia con cui Facebook sembra aver reintrodotto di fatto “Beacon”, una funzionalità che fu costretta a chiudere un paio di anni fa per le proteste degli utenti e che faceva più o meno le stesse cose che fanno ora Open Graph e Like: collegare i profili e i comportamenti degli utenti di Facebook alle loro azioni su siti esterni, e viceversa. 

“Dovete essere consapevoli – scrive il New York Times, nel suo blog di tecnologia - che quando cliccate sul pulsante “like” o lasciate un commento su un sito esterno, state autorizzando Facebook a pubblicare il tutto sul vostro profilo e sulla home dei vostri amici. Inoltre, quando un amico visiterà quel sito, potrà consultare i vostri commenti e voi potrete vedere i suoi”. Anche su Twitter e Friend Feed, infuria nel frattempo il dibattito intorno a un post del blog Rocket.ly intitolato “Top ten reasons you should quit Facebook” (le dieci ragioni principali per abbandonare Facebook).

Dan Yoder scrive sul suo blog: "Dopo qualche riflessione, ho deciso di cancellare il mio account su Facebook. Vorrei incoraggiarvi a fare lo stesso. Si tratta in parte di altruismo ed in parte di egoismo. La parte altruistica è che penso di Facebook, come società, non è etica. La parte egoista è che vorrei che la mia rete sociale migrasse via da Facebook in modo che non mi mancherà nessuno. In ogni caso, ecco la mia "Top Ten" dei motivi per cui vi dovreste unire a me e a molti altri, eliminando definitivamente il vostro account".

Fonte: La Stampa

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