venerdì 19 marzo 2010

Indagine Adecco: pochi papà chiedono il congedo

E’ vero che oggi sempre più papà prendono coscienza del proprio ruolo, ma quanti di loro sono o sarebbero disposti a mettersi in permesso per un mese intero per poter seguire il proprio bambino e consentire alla consorte un più veloce recupero fisico ma anche una ripresa della propria attività? La legge 53/2000 prevede che i permessi retribuiti previsti per il primo anno del bambino spettano al papà, lavoratore dipendente, solo in determinate circostanze; tra queste, la legge indica l’ipotesi in cui “la madre non sia lavoratrice dipendente”. A 10 anni dalla sua introduzione in Italia, il “congedo” resta ancora una possibilità estranea alle abitudini dei papà italiani.
Secondo un’indagine compiuta da Adecco su 100 aziende, nel 62% dei casi in tutti questi anni non ci sono mai state richieste di tali permessi retribuiti, e solo il 17% del campione ha riscontrato delle differenze tra il “prima” e il “dopo” l’introduzione del permesso, soprattutto nelle aziende di medie dimensioni. Tra coloro che hanno richiesto il congedo, il 20% fa l’operaio, seguiti dagli impiegati con il 15%. Ai piani alti delle aziende, solo il 3% dei quadri ha chiesto il permesso, mentre nessun dirigente si è servito dell’agevolazione. A motivare una così scarsa “presa” del congedo sui papà, per il 45% dei casi sarebbe ancora determinante il fattore culturale, mentre il 41% del campione lo motiva con scelte di coppia legate anche al fattore economico. In Italia, a contare il maggior numero di “mammi” è la Lombardia, seguita dal Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte e Marche.
Ricordiamo che la durata massima del congedo del padre è di 6 mesi, elevabile a 7 (se la madre non supera i 4 mesi). L'utilizzazione del congedo va coordinata con quello della madre lavoratrice subordinata, dato che la coppia può sommare al massimo 10 mesi di assenza, da usufruire anche contemporaneamente. Il periodo cumulativo diventa di 11 mesi se il congedo di cura è utilizzato dal padre lavoratore subordinato per almeno 3 mesi (ad esempio: 5 mesi per il padre e 6 per la madre, 7 per il padre e 4 per la madre).
Via: Apcom

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